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Miss Italia

Da piccola volevo fare Miss Italia. Un concorso di bellezza nato prima della guerra con un altro nome “5000mila lire per un sorriso” e solo nel secondo dopoguerra arriva un titolo nuovo per celebrare la bellezza italica.

Miss Italia ha fatto parte del costume e della storia della tv:trasmesso in onda su Rai1 fino al 2012, finisce su reti minori fino allo stop al piccolo schermo con le ultime tre edizioni, dal 2020 al 2022, dirottate su internet, in diretta su Facebook e Youtube.

Insomma un concorso anacronistico, fuori tempo massimo che non interessava più a nessuno perché racconta un’Italia che, per fortuna, non esiste (quasi) più.

Fino a qualche giorno fa quando la Matron Mirigliani prende la palla al balzo della vittoria di Miss Olanda 2023 ribadendo il concetto che al suo concorso non parteciperanno mai donne trans.

Da quel momento il concorso rivede titoli di giornali e prime pagine proprio come gli anni d’oro.

Provata pubblicitaria consapevole o meno ha portato però al centro il concetto di “bellezza femminile”.

Concorsi come Miss Italia per anni hanno perpetuato la narrazione della bellezza come stereotipo, ossia quei canoni corporei accettati dalla società occidentale, e non solo, scavato a livello intrinseco il valore assoluto estetico: ci insegnano che essere belle vuol dire poter essere amate, meritevoli di attenzione. Non rispettare quei canoni significa non essere meritevoli d’amore. Basti pensare alle principesse delle favole, belle e amate, a dispetto delle loro antagoniste: streghe malefiche, piovre in sovrappeso, matrigne e sorellastre.

Come si può pensare che nel 2023 Miss Italia possa ancora rispecchiare il costume e la cultura di un Pease? Un concorso che non ha mai voluto rinnovarsi veramente, comprendere l’importanza del sogno che per intere generazioni ha rappresentato reinterpretandone il senso ai giorni d’oggi, ma rimanendo ancorato a quelle radici del dopoguerra, tra reginette e principesse a cui niente veniva chiesto se non di sorridere, dimenticando che essere regina richiede uno sforzo in più e che dopotutto “la bellezza sta negli occhi di chi guarda”.

Per me miss italia finisce qua.




Foto: Andrea De Paoli








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